domenica 18 gennaio 2015

TORINOVIVA SI RITROVA GIOVEDI 29 ORE 17.30 ALLA FISSA VIA BREGLIO 93

Care compagne e compagni, amiche ed amici, la Associazione TorinoViva promuove un incontro tra vecchi e nuovi amici per verificare se esistano più punti in comune per poter fare un pezzetto di strada insieme verso il raggiungimento di obiettivi politici comuni e concordati. Saldamente posizionati su tematiche sociali ed ecologiste, nell'ambito di una sinistra-centro-sinistra, in questi 4 anni di vita la nostra Associazione ha promosso convegni, incontri, dibattiti, senza legarsi o fondersi in partiti o movimenti politici, ma eventualmente, come per i Moderati, affiancandoli. Occorre apportare un profondo cambiamento nella gestione politica in città, partendo dalle politiche di Prevenzione Primaria grazie ad un contenimento della spesa sanitaria evitando di mettere operatori sanitari l’uno contro l’altro. Contenere gli sprechi e razionalizzare le risorse umane e strutturali. ripensare al ruolo dei privati accreditati , un esempio fra tanti il ruolo dopo la vendita al gruppo Humanitas del Gradenigo e la ventilata riapartura del Valdese. Questa linea dovrebbe però finalmente essere il motivo conduttore, risparmiare razionalizzando, accorpando evitando lussi inutili e fuori luogo. L’ambiente e le politiche di salute, lavoro e tutela sociale, vanno incrementate, occupandosi anche delle tante, troppe truffe ai danni dei cittadini tutti e degli anziani in particolare (dati FederConsumatori). Ma anche politiche di riconversione dei molti locali, ex fabbriche abbandonate e lasciate al degrado, che potrebbero, come già è stato per alcune, luoghi di aggregazioni sociale, di cultura ed arti varie e di coworking e formazione. Il Partito Democratico sta attraversando un momento difficile nella attuazione del delicato processo di amalgama delle sue componenti, nella elaborazione di una sua identità e conseguentemente di un suo progetto generale e non sono poche le liti interne. I Moderati, con cui stiamo da 2 anni collaborando, continuano a non voler definire una loro linea politica e “premiano” i soliti noti e coloro che hanno ottenuto il maggior numero di consensi elettorali, senza riconoscere, evidentemente l’importanza delle professionalità presenti nel Movimento, che potrebbero tracciare con la dirigenza , una linea politica un po’ più chiara Per citare Albert Einstein potremmo dire che ”Non tutto ciò che può essere contato conta e Non tutto quello che conta può essere contato”. I Verdi sono scomparsi , il progetto della Casa “Per il Bene Comune degli Ecologisti” è abortito ancora prima di nascere . Anche il M5S, anch’esso in profonda verifica interna, ha perso quella spinta del nuovo, del saper parlare di problemi concreti alle persone . Su quali punti potrebbe inserirsi dunque una nostra azione politica, tenendo conto delle esperienze del passato e del panorama presente e futuro? Con quali metodologie e con quali strumenti ? Ecco, per favorire il dibattito, alcuni punti su cui potremmo ragionare insieme : • Decrescita Serena e responsabile • Lavoro, Salute e Tutela dell’Ambiente e del Territorio sono assolutamente conciliabili a fronte di precisi investimenti e pianificazioni. Attenzione all’uso del suolo che va difeso • Il profitto, pur importante misuratore di efficienza economica, non é un valore etico, né può essere considerato il solo fine dell’uomo e dell’impresa; • Una società più giusta ed equa, senza favoritismi : va praticata davvero • La “questione morale” - cioè le regole di comportamento dei politici in ogni attività - è la prima condizione per arrestare il declino della società italiana; ma deve valere per tutti ed a qualunque livello. Fine della classe dei privilegiati, ragionare sui meriti e sulle competenze Il socialismo democratico europeo, nelle sue varie e diverse componenti, è stato uno degli strumenti fondamentali del progresso civile del nostro continente e ne ha rappresentato gran parte della sua storia. Ad esso va affiancata la nuova coscienza della “Esauribilità della Natura e delle sue ricchezze e della pesante impronta ecologica che l’uomo da al Mondo modificandone la vivibilità” Un EcoSocialismo, non fondamentalista, come punto di riferimento insostituibile, legato al binomio indissolubile di giustizia e libertà, in cui la tutela della salute e dell’ambiente, del lavoro e dei giovani, dell’istruzione e della formazione vadano a braccetto con le tutele sociali.. Nel 2015 arriva a termine il periodo che l’ONU si era dato per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (Millennium Development Goals). Nel settembre 2000, con l'approvazione unanime della Dichiarazione del Millennio, 191 Capi di Stato e di Governo hanno sottoscritto un patto globale dal quale sono discesi otto obiettivi che Paesi ricchi e Paesi poveri si impegnano a raggiungere entro il 2015 per ridurre la povertà e migliorare le opportunità di tutti, migliorare la situazione sanitaria e la qualità ambientale, ecc Dal 30 novembre all’11 dicembre sarà la volta di Parigi che ospiterà il COP21, ventunesimo incontro tra le parti all’interno della Conferenza Quadro delle Nazioni Unite sul Cambiamento Climatico.A livello nazionale, il 2015 si spera sia l’anno in cui si cerca di porre rimedio ad una serie di problemi irrisolti, talvolta da lustri. Le infrazioni alla normativa comunitaria che riguardano i temi ambientali sono oramai 16 su 89 ed alcune riguardano aspetti fondamentali come la depurazione delle acque reflue, la gestione dei rifiuti, l’inquinamento atmosferico, l’inquinamento industriale xon il sempre difficile rapporto salute e lavoro.A questo si aggiunge il nodo irrisolto della politica energetica che finora non è riuscita a fornire una risposta coerente ed efficiente, sia in termini economici che in termini ambientali, agli obiettivi energetico-ambientali imposti dall’Unione Europea, ancorata a logiche di vecchia concezione e a strategie che oggi appaiono fortemente compromesse dall’andamento dei consumi e dal crollo dei prezzi del petrolio che rende fuori mercato – ovvero troppo costose - le fonti non convenzionali di idrocarburi.Ma la benzina cala di poco, di auto si torneranno a venderne a benzina, con progetti di rottamazione non verso le elettriche , troppo costose, ma nuovamente verso le convenzionali, con un inevitabile incremento dell'inquinamento urbano ed autostradale. Sul fronte del lavoro e dell'occupazione, a novembre 2014 gli occupati sono 22 milioni 310 mila, in diminuzione dello 0,2% sia rispetto al mese precedente (-48 mila) sia su base annua (-42 mila).Il tasso di occupazione, pari al 55,5%, diminuisce di 0,1 punti percentuali in termini congiunturali e rimane invariato rispetto a dodici mesi prima.Il numero di disoccupati, pari a 3 milioni 457 mila, aumenta dell'1,2% rispetto al mese precedente (+40 mila) e dell'8,3% su base annua (+264 mila).Il tasso di disoccupazione è pari al 13,4%, in aumento di 0,2 punti percentuali in termini congiunturali e di 0,9 punti nei dodici mesi.I disoccupati tra i 15-24enni sono 729 mila. L'incidenza dei disoccupati di 15-24 anni sulla popolazione in questa fascia di età è pari al 12,2, in aumento di 0,3 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 1,1 punti su base annua. Il tasso di disoccupazione dei 15-24enni, ovvero la quota dei disoccupati sul totale di quelli occupati o in cerca, è pari al 43,9%, in aumento di 0,6 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 2,4 punti nel confronto tendenziale.Il numero di individui inattivi tra i 15 e i 64 anni diminuisce dello 0,1% rispetto al mese precedente e del 2,2% rispetto a dodici mesi prima. Il tasso di inattività, pari al 35,7%, rimane invariato in termini congiunturali e diminuisce di 0,7 punti su base annua. La pericolosa spirale della deflazione (grafico a cura di Pierluigi Tolot) La deflazione è il vero pericolo dell’economia europea, e italiana in particolare, visto che, insieme a quella greca, è quella più debole del continente. Il tasso d’inflazione dell’Europa a 17 è pari allo 0,7% (lo stesso livello italiano nel 2013) quando invece il livello ottimale si aggira intorno al 2%. Se la deflazione non viene combattuta rischia di innescare una spirale pericolosissima che aggraverebbe ancora di più la recessione. Il grafico spiega perché. Un calo continuato dei prezzi farà anche la felicità del consumatore ma innesca un circolo vizioso il cui primo effetto è che le imprese guadagnano meno ed hanno meno liquidità aziendale. Il secondo effetto è che, avendo meno capitali provenienti dall’attività commerciale, riducono la produzione e rinunciano a nuove assunzioni, visto che con quello che vendono non guadagnano o guadagnano troppo poco. Questo aumenta la disoccupazione con l’effetto di far circolare ancora meno denaro nel Paese. Ma è proprio così? Pensiamo anche a maggiori tutele delle fasce deboli, dei consumatori, degli anziani. Proviamo a ragionarne assieme anche sul perscorso politico da fare in previsione, e non solo, delle elezioni Comunali di Moncalieri, prima, e di Torino, dopo. L'appuntamento è per GIOVEDI 29 GENNAIO alle 17.30 presso la BOCCIOFILA LA FISSA VIA BREGLIO 93,dove si potrà anche cenare al costo di € 15.00 vino compreso ( chi avesse piacere di parteciparvi è pregato di comunicarmelo con una certa urgenza) Un abbraccio fraterno Giorgio Diaferia

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