domenica 22 dicembre 2013

“Ecologie a la page”




Sono passati circa trent’anni da quando il movimento verde mosse i suoi primi passi in Italia. Allora parlare di ecologia,  sostenibilità, green economy era considerato un discorso snob riservato a pochi illuminati intellettuali, molto teorico ed assai poco applicabile. Oggi si è fuori moda se non si parla di lavoro verde, di economia verde e gli esempi non mancano: dagli hotel ecologici, al cibo privo di conservanti o biologico, dalle auto e bus ecologici, all’bio-architettura ed urbanistica sostenibile.

Il trascurato rapporto fra inquinamento e perdita di salute
Di un aspetto non riusciamo a far emergere l’importanza: il rapporto ricco di esemplificazioni fra inquinamento e perdita di salute. Prima c’è stata l’era del carbone, con i suoi fumi neri e le conseguenti patologie respiratorie, sino al tumore polmonare. Poi sono emerse sostanze chimiche utilizzate nell’industria che, dopo aver mietuto migliaia di vittime, sono state rimosse dalla produzione, uno tra tutte l’amianto. Da molti anni  si conosce la sua pericolosità, ma  in alcuni paesi si continua ad estrarlo ed a lavorarlo. Oggi sappiamo che le polveri fini ed ultrafini provocano gravissimi danni al nostro apparato respiratorio, a quello cardio-cerebrovascolare (ischemia miocardica ed encefalica). Superano la barriera ematoencefalica e possono veicolare particelle di carbone, metalli pesanti, frammenti di virus, causando patologie encefaliche anche cronico-degenerative. Possono favorire un incremento di diabete mellito tipo 2. Non dimentichiamo gli effetti neurotossici del piombo, passato da valori limite di 80microngrammo/dl a 10.
Nell’organismo gli inquinanti si sommano e gli effetti si potenziano
Esiste un effetto sommatorio-moltiplicativo tra inquinanti che ne potenzia gli effetti. Anche i nostri amici animali da compagnia, in particolare cani e gatti, che vivono in aree altamente inquinate muoiono di tumori legati allo smog. Di molte sostanze supposte inquinanti non è stato ancora dimostrato il nesso causale diretto sulla salute, ma purtroppo tristi esempi del passato dimostrano che spesso è solo questione di tempo e poi il collegamento si trova. E’ stato così per le diossine, per l’anilina, per il fumo di sigaretta. Di altre sostanze, ad esempio il benzene, si conosce l’effetto cancerogeno certo, eppure continua ad essere prodotto da scappamento delle auto, fumo di sigaretta e altre attività. Anche per molti farmaci precipitosamente ritirati dal commercio si è parlato di danno alla salute. Così come di cibo, terreni agricoli, animali destinati al consumo alimentare inquinati da scarichi fognari, diossine o veleni industriali (alluminio, atrazine, arsenico, nichel, mercurio, cadmio…). Ogni anno con i primi caldi si parla dell’ozono e dei suoi gravi danni alla nostra salute. Del biossido di azoto prodotto anch’esso dal traffico veicolare, in particolare dai motori a diesel, ma anche del riscaldamento domestico e delle produzioni industriali di cui sono noti i danni all’apparato respiratorio, si sono registrati recenti collegamenti con l’incremento di tumore alla mammella, che continua ad aumentare in percentuale. Aumentano i tumori legati all’inquinamento e tra questi quelli della prostata, dell’apparato digerente, specie del colon, quelli della tiroide e del polmone. Su questi ultimi giocano un ruolo non indifferente rispettivamente il disastro di Chernobyl ed il Radon presente nelle nostre case e nell’ambiente esterno.
Creare un rapporto con l’industria e con l’agricoltura
E’ fondamentale istituire un rapporto diretto con il mondo della produzione industriale ed dell’agricoltura dove si utilizzano ancora e troppo spesso, con scarsa informazione da parte degli operatori del settore, sostanze quali pesticidi, anticrittogamici, diserbanti, che espongono i contadini ed i consumatori a gravissimi rischi per la  salute, nel tentativo di massificare la produzione. Non occorre porsi con soli scopi punitivi ma informativi e propositivi. Si guardi l’incremento che vi è stato nella produzione di energia e di calore da fotovoltaico, eolico e solare negli ultimi anni, grazie a politiche di incentivazione. Oggi il problema è di disciplinarne l’uso evitando di sottrarre terreno agricolo per il posizionamento di pannelli. Certo la prima forma di lotta all’inquinamento è quella di ridurre gli sprechi di calore e di energia. In Italia occorrono interventi urgenti ed ingenti per mettere in sicurezza argini dei fiumi, zone soggette a terremoti e smottamenti. Molti terreni agricoli sono stati abbandonati ed il ruolo fondamentale di guardie ecologiche che svolgevano i contadini è scoperto in zone critiche della penisola. Occorre inoltre impedire l’abusivismo edilizio e la cementificazione di letti dei fiumi con inevitabili esondazioni nei periodi di piena. Oggi piove meno ma piove con una densità maggiore ed una minore capacità di assorbimento dell’acqua. Il clima si sta tropicalizzando in Italia ed in Europa e dobbiamo quindi prendere provvedimenti verso questi cambiamenti.
La minor tolleranza agli inquinanti da parte dei bambini
Dobbiamo poi tutti aver ben presente che vi sono delle categorie più sensibili all’inquinamento e tra queste troviamo con grave preoccupazione i bambini, che hanno una tolleranza agli inquinanti minore rispetto al soggetto adulto. Stiamo quindi creando una generazione di adulti intossicati e la responsabilità è nostra, dei limiti troppe volte superati o dei livelli “riadattati”, sapendo che i livelli massimi consentiti sono solo un compromesso tra produzione e sanità.
Non solo dopo un disastro ambientale
Perchè l’ecologismo non sia solo saggezza e cultura, ma sia anche politica nell’interesse della gente è necessario che se ne parli, che si coinvolga sempre di più la gente e non solo all’indomani di un disastro ambientale. Dobbiamo fare in modo, che, come in altri paesi d’Europa, esista una folta rappresentanza in Parlamentare e nelle varie sedi amministrative che lavori per  promuovere la ricerca, la prevenzione primaria, l’applicazione delle eco-tecnologie nell’industria e in agricoltura. Il messaggio che deve arrivare a tutti è che l’ecologismo è interessante, è bello, è sano, è attuale ma è anche molto conveniente economicamente per le nostre tasche. Non è una moda!

Sviluppo in-sostenibile e patologie correlate






Noi siamo quello che mangiamo, ma siamo anche quello che diventiamo in funzione di che lavoro svolgiamo, dove abitiamo, come ci curiamo, come viviamo. L’epigenetica ci fa sapere che il nostro DNA può subire delle modificazioni dell’espressione fenotipica legate a fattori ambientali ed in particolari agli inquinanti che respiriamo o ingeriamo quotidianamente. Le epimutazioni possono poi venire trasferite ad altre cellule innescando delle modificazioni sull’attività di alcuni geni senza modifiche del DNA.
In assenza di una legge che tenga conto della sommatoria di principi chimici attivi presenti contemporaneamente negli alimenti come frutta e verdura, la difesa più fattibile da parte dell’uomo è quella di ricercare la provenienza del cibo che consuma o beve utilizzando la tracciabilità e l’etichettatura del prodotto stesso. Nitriti e nitrati come causa di tumori dello stomaco, aflatossine come causa di gravi intossicazioni e  tumori al fegato. Circa ¾ dei tumori dell’intestino si potrebbero prevenire con una dieta ricca di frutta e verdura oltre che  privilegiando le farine integrali nella preparazione di pasta, riso e pane.
I rischi per la nostra salute derivano anche dai nostri stili di vita, che ci portano anche a vivere in una sorta di “isolamento” psichico e che potrebbero essere convenientemente riportati al “Decalogo” prodotto nel 2007 dal World Cancer Research Fund, in cui l’attività fisica regolare e non stressante, occupa un posto importante, come l’alimentazione ed il non fumare.
Non è più possibile costruire delle città non eco-sostenibile, ne va della nostra salute e di quella delle future generazioni. Per farlo occorrono nuove conoscenze degli amministratori pubblici ed una stretta collaborazione con il mondo della eco-ricerca applicata.

sabato 21 dicembre 2013

Intervento di Giorgio Diaferia il 23 Novembre con i Moderati alla GAM



Catastrofi ed alluvioni non nascono per sfortuna o casualità ma come conseguenza di una politica dissennata dove non si rispetta il territorio e si continua a costruire ed a cementificare argini, a disboscare, dimenticandosi del valore non solo paesaggistico e turistico, ma anche di tutela e prevenzione che le corone verdi potrebbero rappresentare per le città. L’abbandono degli alpeggi e un’agricoltura che anziché svolgere un compito di sentinella del territorio e della Biodiversità è sempre più massificata ed industrializzata completano il quadro in un generale disinteresse che si ridesta solo all’indomani di una tragedia ambientale dai costi umani e sociali divenuti insostenibili.Ricostruire costa assai di più che prevenire, ed ora cominciano a rendersene conto anche i "ricchi del Mondo". Ecco prevenzione, questa è la parola chiave del nostro Movimento politico che da oltre un anno ha aderito ai Moderati di Mimmo Portas, convinti che nella moderazione, che non vuol dire basso profilo o arrendevolezza ma nella libertà di pensiero e di azione e nella determinazione a sostenere l'irrinunciabilità delle politiche di Prevenzione, si possa disegnare un modello sociale e di sviluppo moderno e competitivo attento al rispetto della Salute e dell'Ambiente, ma anche degli avvresari politici, che per noi non sono dei nemici ma solo persone che la pensano in un altro modo rispetto a noi.Dobbiamo constatare con rammarico che nella nostra Regione abbiamo assistito all'abbandono delle politiche per l'Ambiente con un Assessorato divenuto quasi un accessorio inutile, ed ad una scellerata conduzione della sanità pubblica, con chiusura o tentativi di farlo di Ospedali che erano un modello di efficienza e di qualità, ancora, sono state create delle fantomatiche Federazioni poi ritirate senza che davvero nessuno avesse capito cosa fossero ed a cosa dovessero servire se non a dare nuovi incarichi di ricco-prestigio. Ed ancora si sono presi provvedimenti per la chiusura di alcune Emodinamiche per la cura dell’infarto acuto, come ad esempio quella dell'Ospedale San Luigi, per poi fare precipitosamente marcia indietro quando una commissione di esperti nominati dalla Regione stessa ha pesantemente contestato la scelta., che rischiava di mettere a rischio la vita di migliaia di cittadini. Una vera e seria riforma della sanità, deve necessariamente passare da una rivalutazione della figura del medico di famiglia, vero perno del sistema e della sua razionalizzazione, passando per un tanto atteso, quanto mai attuato coordinamento tra Ospedale e territorio, che valorizzi la prevenzione primaria e quella secondaria, attraverso elementi di informazione e di formazione dei giovani e degli operatori, attraverso iniziative specifiche nelle scuole e dove la RAZIONALIZZAZIONE E NON IL RAZIONAMENTO sia il metodo di lavoro. TorinoViva intende contribuire all’attività politica dei Moderati, lealmente, impegnando le tante competenze politiche e tecniche al suo interno, portando avanti quella bandiera di un ecologismo sociale, che si rifà alla nostra storia, in cui tra le tutele da attuare vi sia quella dei giovani e della società, per ridare a tutti una speranza di lavoro e quindi di vita e di dignità, dove prima che spendere per milioni di accertamenti spesso inutili e costosi si ricominci a creare un primo livello di assistenza efficiente, che preveda una riforma del sistema di emergenza urgenza e la riconversione di nosocomi obsoleti per attrezzature e livelli di assistenza specialistica, in centri sanitari polifunzionali, centri di riabilitazione con degenza ed ambulatoriali, ricoveri per pazienti non autosufficienti. La Regione non può più essere governata in questo modo approssimativo e per annunci, e se da una parte è giusto che si riduca il numero dei consiglieri e si taglino stipendi, spese e favori, dall’altra parte una riforma del titolo quinto della Costituzione potrebbe anche un domani portare ad una sorta di macroaree Regionali aggregate ed ad un tanto auspicato Monocameralismo con un Senato delle Regioni dalle competenze totalmente diverse e pensate anche in funzione di una nuova Revisione della spesa. Importante nel settore della sicurezza alimentare, è portare avanti il nostro progetto di Autorità del Nord Ovest sul controllo degli alimenti, visto l’incremento di patologie legate alla presenza di sostanze nocive nel cibo, sostanze derivate spesso dall'Inquinamento di terreni e di falde acquifere. Ma occorre saper creare un sistema di informazione che non trascuri notizie tenute nascoste eppure di attualità come l’incremento di patologie infettive tra gli studenti universitari, la loro difficoltà ad accedere alle strutture didattiche specie se provenienti da fuori città. Per inquinare meglio e favorire la mobilità va sistemata una rete di trasporti su ferro che colleghi rapidamente l'Area Metropolitana attorno a Torino e tra Torino e le altre provincie del Piemonte.E poi un augurio per tutti e cioè che la giustizia torni ad essere giusta con tutti, deboli e forti senza favori, senza proclami e senza sbattere il mostro in prima pagina o un innocente in galera.