lunedì 22 dicembre 2014

STABILITA' ALLA CAMERA TECNICI SOLLEVANO DUBBI

Niente preferenze e collegi uninominali da Lo Spiffero

Una petizione propone una nuova legge elettorale “maggioritaria” per le prossime elezioni regionali. Sulla scheda il nome del candidato scelto dal partito: conquista il seggio a Palazzo Lascaris chi prende più voti. Abolizione del listino bloccato C'è già chi lo ha ribattezzato Piemontellum: abolizione delle preferenze e collegi uninominali. A Torino come a Roma si torna a parlare di legge elettorale. Uno dei tanti obiettivi mancati dalla disastrata giunta di Roberto Cota, travolta da ricevute e filme false mentre la discussione languiva a Palazzo Lascaris, tra un "tavolo" e un vertice. Così, a sei mesi dall’elezione di Sergio Chiamparino, ci pensano i Radicali a risollevare la questione, con una petizione che avrà, se non altro, il merito di riaprire un dibattito sopito dall’incombenza dell’ennesima emergenza finanziaria nei conti di piazza Castello. La politica, dopotutto, «non può essere solo numeri e scontrini» afferma il presidente dei pannelliani torinesi Igor Boni, peraltro candidato alle ultime Regionali nelle liste del Pd. Ma perché è necessario cambiarla? Innanzitutto perché il governo Monti, nella passata legislatura, ha ridotto i consiglieri da 60 a 50 e senza una revisione dell’attribuzione dei seggi c’è il rischio che alcuni territori restino senza una rappresentanza. In secondo luogo l’attuale sistema – con assegnazione dei seggi su base proporzionale attraverso l’utilizzo delle preferenze e premio di maggioranza rappresentato dal listino bloccato – era stato pensato per un sistema bipolare e con uno tripolare come quello che sta emergendo rischia di non garantire una maggioranza alla coalizione vincente. Il successo schiacciante di Chiamparino alle Regionali della primavera scorsa ha coperto tutti i limiti dell’attuale sistema, ma il rischio di un’aula non rappresentativa, o peggio, l’assenza di una maggioranza in Consiglio restano altissimi.Segui il resto su www.lospiffrero.it

sabato 20 dicembre 2014

PLASTICA-MIGRANTI-EBOLA-PAPA E CLIMA

Verso un Disarmo Verbale ?

Verso un Disarmo Verbale ? Ovvero abbassare i toni della polemica ma....La situazione del nostro paese è realmente drammatica. Provvedimenti che avrebbero potuto segnare, un "ravvedimento democratico" del Paese come la riduzione delle Mega pensioni o pensioni d'oro, la riduzione degli emolumenti dei politici sia regionali che parlamentari, la loro riduzione numerica con la chiusura del Senato, sono fermi al palo o dimenticati. Ma ancora il contenimento massimo degli stipendi dei manager pubblici entro cifre che non superino gli emolumenti a favore del capo dello stato, la definitiva chiusura delle provincie ( provvedimento di cui non sono particolarmente convinto) e magari l'auspicato accorpamento delle Regioni, sono solo alcuni di quegli atti di vita democratica, che oltre ad andare verso un risparmio consistente per le casse dello Stato, permetterebbero, di trovare risorse per il lavoro e l'occupazione giovanile, i servizi alle persone, migliorandoli se non ampliandoli. In un clima di maggiore aderenza alla società reale da parte della politica, la violenza verbale che accompagna i nostri giorni, insieme a quella a volte anche fisica, troverebbe un utile terreno di "Disarmo Verbale" ( per citare Hans Dietrich Genser), venendo minati alla base alcuni dei più odiosi e conflittuali privilegi che indispettiscono le persone e che si automantengono al di sopra di qualunque crisi e di qualunque disagio sociale. I sacrifici, e tanti e significativi, prima di tutto vengano da chi governa con mille privilegi,perchè chi governa è lì come espressione del popolo e non per accedere ad una "casta" privilegiata. Buon Natale a tutti!

lunedì 15 dicembre 2014

Pre Accordo sul clima alla Conferenza di LIMA

Sulla base del testo sottoscritto, i paesi dovranno presentare all’Onu entro il 1° ottobre del 2015 impegni “quantificabili” ed “equi” di riduzione delle emissioni, oltre ad una dettagliata informazione sulle azioni da seguire. È poi previsto che gli esperti della convenzione del cambiamento climatico esaminino l’impatto di tali misure, paese per paese, per verificare se sono sufficienti affinché la temperatura non salga oltre i due gradi in più. Sulla base del documento approvato, i paesi firmatari s’impegnano a rispettare una serie di azioni in vista della conferenza di Parigi dell’anno prossimo, il cui obiettivo è l’adozione di un accordo universale e vincolante per limitare il riscaldamento climatico a 2 gradi. Quello che era in gioco a Lima era il successo del vertice 2015 nella capitale francese. Da lì dovrebbe uscire un documento destinato a sostituire il protocollo di Kyoto dal 2020. Il testo approvato a Lima non ha però convinto alcuni esperti ed ong, che hanno definito l’accordo “debole”, in quanto – affermano – il documento andava rafforzato e le azioni anti-emissioni necessarie dovevano essere più consistenti. La chiusura delle trattative era in programma venerdì. I negoziati sono invece proseguiti durante l’intera giornata di ieri, in un clima che è stato spesso di pessimismo, in gran parte a causa di contrasti tra i paesi industrializzati e le nazioni in via di sviluppo. Queste ultime accusavano gli stati più ricchi di cercare di scansare le proprie responsabilità nel riscaldamento globale e di pagare meno per le conseguenze. “Tutti conosciamo le bandiere rosse” degli altri paesi, aveva sottolineato nel pomeriggio il ministro peruviano dell’Ambiente e presidente della conferenza, Manuel Pulgar Vidal, chiedendo alle delegazioni di “portare delle proposte che possano permettere di chiudere” la conferenza, evitando quindi “di innalzare altre bandiere rosse“. Pulgar Vidal aveva quindi incontrato i rappresentanti di gruppi di paesi. Successivamente il presidente della conferenza ha presentato la bozza del documento ai delegati, i quali l’hanno poi approvato in plenaria. A dichiarare approvato il documento, dopo due settimane di negoziati, è stato lo stesso ministro peruviano, davanti alla plenaria dei delegati dei 145 paesi presenti, che hanno subito salutato con un applauso il via libera al documento.

sabato 13 dicembre 2014

LA CORRUZIONE DILAGANTE NEL NOSTRO PAESE

Forti con i deboli e deboli con i forti. Partiamo da qui. Viviamo ormai continuamente immersi in arresti, indagini in corso che riguardano appalti truccati, gare pilotate, concorsi programmati per qualcuno, raccomandazioni per tutto. In parte ma non solo, una responsabilità c'è l'ha il voto con le preferenze, quest'ultime acquisibili grazie ad un piccolo favore, all'assunzione di un parente, sino alla vincita per un appalto importante di milioni di euro. Più grande il ritorno più consistente la pattuglia dei votanti. Ma lo scopriamo solo adesso? Tutte le persone per bene che abbiano, anche solo pensato, di entrare a ricoprire un incarico lautamente retribuito e di prestigio, tale per cui si possano aprire le porte di quel mondo dorato di "vip" sanno che o sono almeno buoni amici e conoscono qualcuno o se no se lo possono scordare, l'incarico, la nomina ecc... L'altra strada è quella della corrente politica che piazza i suoi collaboratori nei posti che contano ed infine la strada dell'illegalità, che abbiamo imparato essere più frequentata di quanto pensassimo. Spesso poi gli interessi di chi ha favorito quella tale assunzione o gara o appalto si riverberano sotto forma di tangenti o favori o restituzioni di favori ad altri amici. Il giro così si allarga e si automantiene. Nessuno sapeva nulla, prima, adesso si scopre che la corruzione dilaga e si decidono pene più severe, come se servissero a qualcosa, senza prima depenalizzare reati molto meno gravi, restituire dignità ed un futuro ai carcerati con una amnistia che ci eviterebbe altre figuraccie ed ammende con l'Unione Europea. Vi sono reati per i quali c'è gente per bene che si trova in carcere o che è imputata e dovrà discolparsi con sacrifici personali enormi e patimenti infiniti. Il merito, le competenze, la serietà tre parametri basilari di valutazione sconosciuti. Ma anche una classe politica, la nostra, molto meno numerosa ( aboliamo una volta per tutti sto Senato, correggiamo la Costituzione ammodernandola), eliminiamo sacche di privilegi assurdi e costosi, paghiamo meno i Parlamentari e gli EuroParlamentari, chiediamo che lavorino o vengano rimossi dopo un tot di assenze ingiustificate,ma soprattutto che chi viene eletto lavori e governi per il bene del Paese, non solo per essere rieletto ( 2 mandati e via la regola base, senza alcuna eccezione). Accorpiamo le Regioni e visto che si è deciso stop ai Pensionati Manager retribuiti. Se bravi e capaci ci stiano a lavorare gratis per lo Stato, se no largo a nuovi esperti.Comincerei almeno da qui, ma le cose da fare sarebbero, sono tantissime. Ci siamo anche noi che NON siamo e NON vogliamo in alcun modo essere i soliti noti o gli amici degli amici, che vorremmo contare un pò di più se meritevoli, se no lavorare nell'ombra per un paese migliore e più onesto.