sabato 27 giugno 2015

ECOMUSICA

Suonare, conoscere la musica alla perfezione ed interpretare un proprio brano o di un grande compositore, classico, jazz, pop o di altro genere ancora è davvero stupendo. La conoscenza tecnica poi di uno strumento musicale, della propria voce, permette di trasferire lo studio della musica e dell'armonia in suoni, ritmo.Ma non è tutto così semplice e bello. Suonare è comunque un lavoro meraviglioso ma faticoso e le continue sollecitazioni a cui sottoponiamo i nostri tendini, muscoli,corde vocali ed articolazioni possono portare, a volte a problemi sanitari quali mal di schiena, tendiniti, stiramenti muscolari ed altro ancora che richedono l'intervento di personale specializzato.Di tutto questo si occupa da anni l'ambulatorio Sol Diesis sito in Milano presso la Fondazione Don Carlo Gnocchi e diretto dalla dr.ssa Maria Rosa Converti, che siamo andati a trovare e che ci ha portato a visitare il suo centro. Qui vi sono strumenti musicali ed i Fisiatri operano in collaborazione con il personale Fisioterapico, logopedista, studiando gli ausilii o gli esercizi più corretti per il recupero del paziente.Piccola nota a lato, molti musicisti, specie quelli che fanno libera professione qua e la in giro per il mondo non possiedono una carta sanitaria che permetta loro di essere curati con il SSN. Per questa ragione molte compagnie di Assicurazione, ci risulta si stiano attrezzando proprio per la categoria dei musicisti liberi professionisti ed in particolare per il settore Fisioterapico. Prevenire e/o curare correttamente le patologie dei musicisti vuol dire permettere di avere una carriera lunga, non sofferta dal punto di vista medico e nel contempo poter dare il meglio di se stessi.Esiste poi una sorta di Decalogo per il musicista elaborato dalla dr.ssa Converti, che è una arpista, per mantenere sano il musicista e noi ve lo proponiamo: Praticare un riscaldamento ed un allungamento muscolare mirato e globale prima di suonare evitando lunghi periodi di esecuzione (circa 40-50 min) ed effettuando pause di 5 – 10 minuti ogni ora; Assicurarsi un ambiente ergonomico adatto (sedia, illuminazione, leggio); Variare il repertorio e gli stili di musica suonati; Ricorrere se necessario ad accorgimenti tecnici: accessori ergonomici e modificazioni dello strumento; Praticare lo “stretching” al termine delle esecuzioni; Evitare lunghi periodi senza suonare, mantenendo un’attività strumentale minima durante i periodi di riposo; Mai suonare con dolore: il motto “No pain, no gain” è FALSO; Fare attenzione al trasporto di oggetti pesanti e alle attività fisiche di una certa entità; Conformarsi a regole generali di igiene (alimentazione e idratazione corretta, sonno, attività fisiche regolari) e se possibile evitare alcol e tabacco; Controllare stress, ansia e fatica.

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